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Commento |
Commedia brillante, comica e farsesca, definita dalla critica teatrale “commedia del surreale o del sogno”, poiché raggiunge i limiti della follia. Nel suo percorso attraverso i luoghi deputati della napoletanità, Eduardo incontra con Non ti pago (1940) il gioco del lotto, e lo fa assurgere da passione a mania e da mania a proiezione (nonché a specchio deformante) di quella lotta caparbia contro le miserie del quotidiano, che è tema unificante dei suoi personaggi piú significativi. Sfortunato e testardo, il protagonista Ferdinando Quagliuolo chiama in causa, letteralmente, il cielo e la terra per rivendicare una vincita che sente come un diritto, un atto di giustizia che la vita non può non rendergli: ed entra cosí a pieno titolo in quel mondo che l'autore stesso confessava di concepire «nel cuore prima che nel cervello». Il protagonista può definirsi tipicamente pirandelliano in quanto ambiguo, surreale, un uomo che vive tra sogno e realtà. Gestore di un banco lotto, uomo dai modi rigidi e caparbio, è un appassionato giocatore, ma sfortunato; non riesce mai a realizzare il sogno della grande vincita, neppure grazie all’aiuto di Aglietiello, “l’aiutante magico” di don Ferdinando. Al contrario del suo impiegato Mario Bertolini, (innamorato e fidanzato di Stella, figlia di Ferdinando) che non solo interpretando i sogni riesce sempre a vincere ogni settimana ma addirittura un giorno è vincitore di una ricchissima quaterna grazie ai numeri suggeritigli in sogno dal defunto padre di Ferdinando. Il protagonista è invidioso della vincita dell’odiato futuro genero, va in delirio reclamando paradossalmente i diritti di vincita, e per ottenere ciò invoca la giustizia soprannaturale della defunta anima del padre.
Nella commedia il profetismo eduardiano coglie la cruda realtà quotidiana, fatta di paure, angosce, timori, miseria, ma incanala, come scrive F. C. Greco anche “bisogni, attese, speranze e illusioni”. La meta è il paradiso terrestre, il bene materiale che dà dignità e rispetto ad un uomo che vive miseramente.
Benché riconosciuta quale opera comica, Eduardo ha sempre sostenuto che, al contrario, dal punto di vista del protagonista, la messinscena è drammatica, in quanto Ferdinando vive la vicenda con la tragicità di chi lotta contro il mondo convinto di fare giustizia.
La Compagnia “Nuove Comparse” nasce come associazione culturale nel 1990 da un’idea di alcune persone che avevano maturato già concrete esperienze teatrali in altre compagnie. Fu coinvolto un insieme di giovani appassionati, fino a creare un gruppo di ragazzi indipendenti coordinati da persone più esperte
“Nuove Comparse” è impegnata anche con laboratori (teatro, mimo, canto, ecc.) per tutte le età, anche se l’attenzione primaria resta rivolta ai più giovani.
Attualmente, la compagnia si affida al lavoro di due distinti gruppi (di cui uno più giovane) che spaziano tra generi teatrali diversi proponendo lavori variegati (da Shakespeare a Feydeau, da Baricco alla Mazzantini). La categoria principale di espressione resta pur sempre il teatro di prosa, di cui “Non ti pago” è rappresentante notevole.
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